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Quando il malato di Alzheimer è convinto di cose non vere.


“Tra le caratteristiche di fondo dei malati di Alzheimer vorrei proprio segnalare la paranoia. Il senso di frustrazione, di aver perso qualcosa. E’ una grossa realtà, è pesante. Ci mancano molte cose e a volte ho l’impressione che si complotti contro di me, soprattutto per il fatto che non li sento proprio, che non mi dicono continuamente buone parole, che non faccio sempre quello che vorrei fare. Penso che la paranoia, se la mia lettura è corretta, sia un tratto fondamentale del vivere con l’Alzheimer…” La percezione del Professor Cary Smith Henderson, all’inizio della sua malattia era corretta. Nel decorso della demenza, questi pensieri possono strutturarsi in veri e propri deliri paranoici. L’anziano può sembrare convinto di qualcosa che non c’è, credere che siano vere cose che non stanno realmente accadendo: ad esempio, che lo stiano derubando, ingannando, tradendo, che qualcuno voglia fargli del male, che i familiari vogliano abbandonarlo, che il coniuge o altri parenti non siano chi dicano di essere, che un personaggio televisivo sia reale e stia dialogando con lui, ecc… Queste manifestazioni possono essere causate da errate percezioni visive, dal fraintendimento di messaggi verbali (vietata l’ironia!), dalla percezione di essere continuamente corretti e ripresi perché quello che fanno è spesso sbagliato. Possono essere accompagnati a fenomeni allucinatori visivi o uditivi (vedono persone inesistenti, sentono voci), possono presentarsi in concomitanza con fasi acute di malattia (soprattutto durante stati febbrili e disidratazione), possono essere legati all’assunzione di alcuni farmaci. Anche improvvisi cambiamenti di ambiente, in seguito ad una ospedalizzazione, un cambio occasionale di domicilio, il ricovero presso strutture per anziani, possono scatenare i deliri. Sarà molto importante, in queste circostanze: 1. Non contraddire il malato cercando di dimostrargli l’infondatezza delle sue convinzioni. 2. Mettersi in sintonia con il suo stato d’animo, riconoscendo e legittimando la sua emozione, che può essere di rabbia, paura, preoccupazione, ecc… 3. Assumere un ruolo protettivo e rassicurante senza deriderlo o sminuire ciò che prova. 4. Correggere con delicatezza se è a rischio la sua sicurezza, senza umiliare e anche accettare che facciano le cose così come riescono. 5. Individuare possibili fonti di disturbo ed eliminarle (ad es. coprire specchi, spegnere la tv). 6. Cercare di direzionare la sua attenzione verso qualcosa di piacevole per lui. 7. Evitare repentini cambiamenti di ambiente. 8. Verificare col medico curante l’adeguatezza della terapia farmacologica. 9. Se si trova in struttura, evitare il ricorso alla contenzione fisica, che può solo alimentare i suoi deliri.

10. Controllare che stia assumendo abbastanza liquidi, che sia cioè ben idratato.

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