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La riserva cognitiva protegge dai danni cerebrali dovuti all'età o a malattie come l'Alzheimer

Alla fine degli anni ottanta’ si scopri’ che alcune persone hanno una riserva cognitiva che li protegge dai danni al cervello dovuti all’eta’ o a malattie come l'Alzheimer. Tale scoperta venne fatta proprio studiando gli effetti dell’invecchiamento su un gruppo di circa 100 monache di clausura.

La malattia di Alzheimer e’ una malattia che colpisce il cervello. I suoi effetti sono devastanti. L’autopsia del cervello dopo la morte mostra la presenza di placche amiloidi e matasse neurofibrillari (tangles). Si tratta di ammassi di proteine che interferiscono col funzionamento del cervello  provocando  la distruzione graduale dei neuroni . Alzheimer scopri’, oltre cento anni fa, che il cervello dei pazienti che soffrivano di questo tipo di demenza, si presentava all’autopsia non solo con un numero ridotto di neuroni ma anche con le caratteristiche placche (fuori dai neuroni) e tangles (all’interno dei neuroni ormai distrutti).

Placche e tangles nell’autopsia servivano a diagnosticare con certezza la malattia. Percio’ fu una grande sorpresa scoprire che tra le 100 suore esaminate per decine di anni fino alla morte, ce n’era una che non presentava , da viva, sintomi di demenza ma aveva, all’autopsia, il caratteristico cervello devastato da placche e tangles. Questa osservazione e’ stata confermata da allora in parecchi studi ed ha mostrato che alcune persone hanno una “riserva” che li rende resilienti riguardo al danno prodotto dalla malattia. Anche per loro c’e’ il danno ma la loro “riserva” li protegge molto piu’ a lungo.

In letteratura si distingue tra riserva cerebrale e riserva cognitiva. Usando un'analogia, la prima può essere vista come l'hardware del computer, mentre la seconda come il software.

I fattori che contribuiscono ad incrementare la riserva cognitiva sono:

- curare alcune malattie o condizioni mediche che influiscono  sulla memoria, come diabete, ipertensione, colesterolo, depressione, squilibri ormonali, ecc...

- praticare regolarmente attività fisica, meglio di tipo aerobico ma anche attività che richiedono il coordinamento oculo-manuale.

- mantenersi attivi mentalmente, attraverso attività creative, apprendimento di nuove abilità come una lingua straniera, l'uso del pc, uno strumento musicale, ma anche il sudoku, i cruciverba, ecc...

- socializzare, curare le relazioni interpersonali.

A tal riguardo, sono stati creati dei test che permettono di quantificare la propria riserva cognitiva. Potete scaricare un esempio in italiano creato da ricercatori dell’Universita’ di Padova, da questo sito http://www.cirmanmec.unipd.it/index.php?page=criq

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