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Il Paese ritrovato, un progetto innovativo a Monza per i malati di Alzheimer


Questo progetto nasce dall’originale interpretazione del rapporto fra privato sociale ed ente pubblico. Il risultato è stato la realizzazione di un un piccolo paese, dove le persone, pur affette da demenza, in uno stadio iniziale o moderato, conducono una vita normale, sentendosi come a casa e ricevendo nel contempo le attenzioni necessarie. Il piccolo borgo è organizzato intorno ad una piazza, dove si affacciano 8 unità abitative, un bar, la chiesetta, un market, la palestra, il teatro, il giardino, l'orto e altri spazi di aggregazione. Ciascun appartamento è in grado di accogliere 8 persone, che usufruiscono di una stanza singola personalizzabile, con bagno e di due spazi comuni, un salottino e la zona soggiorno.

Gli arredi, i colori e l'illuminazione sono stati appositamente studiati per agevolare gli spostamenti all'interno della casa, e nel paese, nella maggior sicurezza e libertà possibile, favorendo il mantenimento delle autonomie residue.

Sono presenti varie figure professionali, quali operatori, educatori, psicologi, che forniscono stimoli ai malati, nel rispetto delle preferenze e inclinazioni personali. Sono gli stessi anziani che si muovono spontaneamente verso l'attività gradita. Possiamo incontrare un gruppo di anziane che sferruzzano nella bottega dei mestieri, un nutrito capannello di persone che ascolta una lettura in teatro, un altro che partecipa alla stimolazione cognitiva. Qualcuno di loro si ferma a chiacchierare al bar o al market, in compagnia dei familiari, o di altri anziani residenti, o degli operatori.

Il personale garantisce la sicurezza dei residenti in modo discreto e non invasivo, attraverso un puntuale scambio di informazioni fra le diverse figure e con il supporto tecnologico. I residenti, infatti, indossano dei sensori che in tempo reale inviano input relativi a dove si trovano. Così, ad esempio, se durante la notte un anziano rimane troppo a lungo in bagno, l'operatore si attiva per verificare che vada tutto bene.

Attualmente, sono in corso delle collaborazioni con vari centri di ricerca scientifica, per poter testimoniare anche scientificamente gli effetti benefici di questo nuovo modello di assistenza sulla qualità della vita degli anziani residenti. Infatti, l'ambiente che è stato realizzato, il personale e le attività proposte fungono da protesi rispetto ai deficit di queste persone, garantendo loro di poter continuare il più possibile una vita normale, pur in presenza della malattia.

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