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I ricordi che curano.

La reminiscenza come forma di stimolazione nell'anziano affetto da demenza.

Nella lingua inglese, reminiscence è un termine specifico utilizzato ormai da più di quarant’anni da alcuni professionisti come psichiatri, psicologi, ricercatori per indicare alcune pratiche con finalità terapeutiche con persone affette da una forma di demenza. Se cerchiamo sul dizionario italiano questo sostantivo troviamo una definizione che suona più o meno così: ricordo vago, impreciso, nel quale domina la tonalità affettiva. La reminiscenza viene intesa sia come il processo di recupero di un ricordo, sia come il risultato di tale processo.

Fare reminiscenza significa dunque pensare o parlare della propria esperienza di vita, per condividere le memorie con gli altri e anche per poter riflettere sul passato. Questa attività può essere guidata da un conduttore all’interno di quelle strutturate e formalizzate che hanno luogo in un setting specifico, ma può anche essere gestita informalmente all’interno di un gruppo di amici o persone della stessa famiglia.

Questa pratica stimola la memoria autobiografica, le abilità verbali, le competenze sociali e più in generale migliora la qualità di vita degli anziani affetti da demenza e le loro relazioni con l’ambiente familiare e sociale.

Evocare il passato è, per la maggior parte di noi, una delle più naturali forme di attività sociale. La condivisione delle esperienze passate e la riflessione comune sul presente favoriscono la creazione di nuovi legami e rinforzano quelli già esistenti. Le persone più anziane provano spesso grande piacere nel fare l’inventario della loro vita, soprattutto se in compagnia di vecchi amici. Quando ciò non è più possibile perché sono mancati o è difficile superare certe distanze fisiche, la possibilità di essere inseriti in un gruppo di reminiscenza strutturato può essere un modo piacevole di fare nuove conoscenze, se non per allacciare nuove relazioni amicali, in un clima sereno e rilassato.

Per alcune persone ricordare può essere penoso, perché hanno storie infelici o dolorose, oppure perché non vogliono svelare qualcosa di sé agli estranei. E’ possibile, quindi, che qualcuno non desideri entrare in questi gruppi, o accetti di farlo solo come ascoltatore. In genere, in qualsiasi gruppo, sia i ricordi dolorosi che felici, emergono via via con il consolidamento della fiducia e con la creazione di relazioni più profonde.

Per i familiari la pratica della reminiscenza può rappresentare un modo efficace di restare in contatto con la vita passata, condivisa con la persona che stanno accudendo.

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