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I percorsi di potenziamento della memoria: che cosa sono?

Aggiornato il: 26 ott 2018


I training di memoria hanno come obiettivo quello di favorire una elaborazione più profonda del materiale che dobbiamo ricordare, per agevolarne il recupero. Quanto più è stato profuso uno sforzo per dare significato al materiale, collegandolo con informazioni che già si possiedono, tanto migliore sarà il ricordo. Se alcune informazioni da ricordare sono già di per sé significative e interessanti, altre possono richiedere uno sforzo attivo che conferisca loro un senso.

Vi sono numerose strategie per potenziare la memoria che, in base al contesto specifico e alle differenze individuali, possono essere adottate. Le strategie comprendono tutte quelle attività che “aiutano la memoria” attraverso l’applicazione sistematica di un “piano di azione”.

Si dividono in due categorie: gli ausili esterni e quelli interni. I primi comprendono l’adozione di comportamenti quali scriversi delle note, fare annotazioni sul calendario, mettere l’oggetto da ricordare sempre nello stesso posto, ecc…I secondi, invece, comprendono i metodi cognitivi e le mnemotecniche.

I metodi cognitivi consistono nell’organizzare in modo personale le informazioni da ricordare: Quali la ripetizione meccanica, ad esempio quando ripetiamo un numero di telefono prima di digitarlo; la ripetizione integrativa, che consiste nel collegare quel materiale ad informazioni che già si possiedono; l’associazione, cioè la creazione di un collegamento con qualcosa di familiare; la categorizzazione, che consiste nell’organizzare in categorie coerenti il materiale, ad esempio, devo memorizzare la lista della spesa, la organizzo per genere, alimentari, detersivi, ortofrutta, ecc…;la mediazione, che richiede di trasformare qualcosa di difficile in qualcosa di più facile, ad esempio, devo imparare la parola inglese floor, uso come mediatore la parola fiore e immagino un pavimento coperto di fiori…

Le mnemotecniche sono strategie più complesse, come il metodo della parola chiave, che associa un’informazione con una parola facilmente immaginabile; il metodo dei loci, che collega una serie di informazioni a diversi luoghi in un percorso mentale; il metodo delle immagini mentali; la creazione di una storia, che consiste nell’inventarsi una storia significativa per il soggetto con le parole da ricordare; e altre ancora…

Quali adottare? Ognuno deve avere la possibilità di scegliere quelle che più si addicono alle sue caratteristiche cognitive e di personalità. Ad esempio, anche se alcune risultano meno efficaci, come la reiterazione, è importante lasciare al soggetto comunque la possibilità di sperimentare varie alternative, per scegliere quella più adatta a lui. In genere, le strategie più elaborate che privilegiano l’uso dell’immaginazione, della creatività e dell’esperienza, risultano particolarmente efficaci con persone anziane.

Un percorso di potenziamento della memoria deve offrire la possibilità di apprendere queste strategie, assicurandosi che gli apprendimenti siano generalizzabili alle varie situazioni di vita.

Ultimo, ma non per importanza, questi training dovrebbero lavorare anche sulla metamemoria, ovvero sulla conoscenza, sulle credenze e il controllo che le persone hanno rispetto alla propria memoria. Infatti, gli aspetti motivazionali hanno una ricaduta notevole sulle prestazioni della memoria. L’autoefficacia, ovvero la percezione di poter affrontare un compito, la fiducia nelle proprie capacità e le credenze relative alla memoria sono tutti aspetti che possono facilitare oppure ostacolare un buon funzionamento della memoria.

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