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Come cambia la memoria con l'età e che cosa possiamo fare?


Col passare degli anni le nostre funzioni cognitive, compresa la memoria, subiscono dei cambiamenti. Quando parliamo di memoria, in realtà facciamo riferimento a varie funzioni. Quelle che risentono poco o nulla dell’invecchiamento sono: quella a breve termine, che consente di trattenere informazioni verbali o spaziali per un tempo limitato, quella procedurale, che governa i processi automatizzati, come ad esempio la guida dell’auto, quella semantica, che conserva il patrimonio di conoscenze concettuali che abbiamo accumulato e quella autobiografica che attiene alla nostra storia di vita.

Quelle, invece, che subiscono evidenti modificazioni sono: la memoria di lavoro, che ci consente di trattenere delle informazioni e contemporaneamente di elaborarle ed è implicata ad esempio nella comprensione di un testo, nella risoluzione di problemi, nel ragionamento; la memoria dichiarativa episodica, cioè la capacità di rievocare o riconoscere cose o eventi avvenuti nel passato; e la memoria prospettica, che permette di programmare le azioni future e di rievocarle al momento opportuno (ad esempio un appuntamento).

Perché si dimentica?

Perché non si è prestata sufficiente attenzione: se, ad esempio, non sto attento a quando una persona nuova si presenta, difficilmente ricorderò il suo nome.

Perché la memoria rallenta: apprendere nuove informazioni richiede più tempo e più sforzo. Se non ho avuto tempo a sufficienza per memorizzare i prodotti da comprare, è probabile che al supermercato qualcuno ne dimenticherò.

Perché interviene il cosiddetto effetto “ce l’ho sulla punta della lingua!”: a volte il cervello non vuole saperne di recuperare il vocabolo giusto!

Perché talvolta usiamo cattive strategie. Ad esempio, ripetere in maniera automatica un numero di telefono è meno efficace rispetto alla memorizzazione dello stesso seguendo una logica.

Non ultimo, perché pensiamo di non farcela. La fiducia nelle proprie capacità e le credenze relative alla memoria sono tutti aspetti che possono facilitare oppure ostacolare un buon funzionamento della memoria.

Il declino della memoria, tuttavia, non è inevitabile: la nostra mente conserva nel tempo la capacità di modificarsi (plasticità cognitiva). Le risorse cognitive possono essere attivate attraverso procedure specifiche, come ad esempio, i training di memoria, per migliorare le prestazioni nei diversi compiti. Otre a ciò, vi è anche la plasticità cerebrale, che si riferisce all’impalcatura del nostro cervello. Infatti, in occasione di nuovi apprendimenti o di interventi di potenziamento della memoria anche le strutture cerebrali cambiano e si creano nuovi circuiti neuronali.

Quindi, mettiamoci al lavoro!

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