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Città e anziani: più scuola per tutti

Apprendimento intergenerazionale e volontariato della conoscenza: due modelli vincenti per realizzare comunità più inclusive.


C’è una parola chiave che può sintetizzare le diverse linee guida elaborate dall’Oms per promuovere l’invecchiamento attivo e la realizzazione di città a misura di anziano: in una sola parola serve più “scuola”. Ridare centralità alla scuola significa costruire piccole centrali di servizio in grado di rispondere ai bisogni del territorio e di progettare innovazione sociale dal basso, coinvolgendo in un lavoro comune le diverse generazioni. La scuola, la più grande infrastruttura sociale del paese, è il “facilitatore” naturale per accompagnare gli anziani nelle diverse trasformazioni, non solo tecnologiche. Funziona? Sì, come dimostrano alcuni esempi di progetti realizzati con successo negli ultimi anni anni dalla Fondazione Mondo Digitale, organizzazione senza scopo di lucro che lavora per una società democratica della conoscenza coniugando innovazione, istruzione, inclusione e valori fondamentali, in modo che i benefici siano a vantaggio di tutte le persone senza alcun tipo di discriminazione.   L’ALLEANZA TRA SCUOLE E CENTRI ANZIANI

Per primi abbiamo creduto nel ruolo vincente dei giovani per combattere l’esclusione sociale degli over 60 e abbiamo costruito l’alleanza tra scuole e centri sociali anziani. Nel 2002 il primo accordo ufficiale con Ministero dell’Innovazione e Comune di Roma ha dato il via al progetto “Nonni su Internet” nella capitale. Poi è arrivato il riconoscimento nei piani formativi delle scuole. Abbiamo combattuto l’analfabetismo di ritorno, migliorato la qualità di vita di migliaia di anziani e responsabilizzato i nativi digitali. Negli ultimi sei anni gli over 65 che usano Internet sono più che raddoppiati: nella fascia di età 65-74 sono passati dal 12,1% al 28,8%. Nel 2010 gli over 75 online erano solo il 2%, ora sono il 7,7% (Istat, Cittadini, imprese e Ict, 2016). Oggi la metodologia di apprendimento intergenerazionale, una vera e propria scuola di welfare generativo, è un modello di intervento nazionale e transnazionale. Formiamo gli over 60 con la formula dello “scambio generazionale”: gli studenti delle scuole insegnano pc, web e tecnologia agli anziani con l’aiuto di docenti esperti. Il corso è gratuito e la struttura è modulare, da 20 a 30 ore con incontri a cadenza settimanale. Conclude l’anno, con la consegna degli attestati ai partecipanti (credito formativo per gli studenti e/o percorso di Alternanza scuola lavoro), “Tutti su Internet”, una Settimana di alfabetizzazione digitale aperta ai cittadini del quartiere. A supporto dell’attività didattica manuali, questionari, test di valutazione, guide ecc. “Nonni su Internet” è la denominazione storica del progetto che ha ispirato diverse declinazioni, locali e transnazionali, e la nascita della Rete dei volontari della conoscenza che conta 40.000 persone di ogni età e paese impegnate nello scambio di conoscenze e competenze. In 14 edizioni di Nonni su Internet in 20 regioni italiane e 11 Paesi, abbiamo coinvolto 30.000 anziani, 21.000 studenti, 2.100 docenti coordinatori. Le diverse declinazioni progettuali possono rispondere alle criticità individuate dai territori (dal tema della salute con Nonni SUD Internet alla sicurezza domestica con e-Care Family) fino ad arrivare alle sfide cruciali del nostro tempo, come la comunicazione con dispositivi mobili e i servizi on line della pubblica amministrazione, centrali nel progetto denominato “Nonni in Rete. Tutti giovani alle Poste”, promosso per la seconda edizione con Poste Italiane in 20 città italiane. Per il progetto  “Invecchiamento attivo e solidarietà tra generazioni attraverso l’apprendimento e l’innovazione sociale”, sostenuto dal Premio per l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni (Governo italiano/Politiche per la famiglia), anziani e studenti di 30 scuole di sei regioni dei Sud d’Italia hanno elaborato insieme progetti di innovazione sociale a partire dai bisogni del territorio e hanno lanciato 20 campagne di crowdfunding sulla piattaforma Phyrtual.org.

GLI 007 DEL SOCIALE SONO ANCHE BLOGGER

Costanza, passione, competenza. Sono questi gli strumenti di lavoro che hanno fatto di Marcello Pistilli il miglior agente sociale italiano del progetto europeo ACTing, che ha coinvolto più di 60 “facilitatori” da Spagna, Italia, Svizzera e Romania: ognuno di loro ha seguito un percorso di formazione online e offline per realizzare iniziative efficaci per avvicinare gli anziani al digitale. Nessun limite alla fantasia: attività tradizionali come il lavoro a maglia e il disegno sono arrivate sugli schermi dei computer, antiche fotografie hanno preso vita con le voci dei protagonisti, e i social network hanno varcato le soglie dei centri anziani e delle case di cura.

Marcello Pistilli ha lavorato per più di 40 anni nel campo dell’informatica ed è appassionato di sicurezza. Da novembre 2015 ha investito tutte le sue conoscenze acquisite durante la carriera nel progetto ACTing: gestisce il blog BLUSA (BLog Utenti per la Sicurezza in rete degli Anziani) sul sito della Palestra dell’Innovazione (www.innovationgym.org/category/blusa/) e interviene a seminari informativi per over 60 e non solo.  

MASTRI, MAESTRI, MENTOR

Abbiamo messo a punto diversi interventi che trasformano con successo il conflitto tra generazioni in alleanza formativa e opportunità occupazionale per i giovani. In particolare con i progetti “The Italian Makers” e “Tra generazioni. L’unione crea il lavoro” abbiamo coinvolto artigiani e piccoli imprenditori in percorsi formativi comuni, basati sullo scambio di competenze. Con Phyrtual Factory nella Palestra dell’Innovazione sta nascendo il primo pre-acceleratore giovanile dedicato a ragazze e ragazzi ancora in formazione. Nel ruolo di mentor coinvolgiamo artigiani e professionisti in pensione che possono mettersi in gioco per realizzare un progetto insieme ai più giovani (anche su proprie idee progettuali).

Articolo di Mirta Michilli Direttore generale Fondazione Mondo Digitale, tratto dalla Rivista Abitare e Anziani n°1/2017

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