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Perchè a volte l'anziano disorientato non può rimanere senza di noi neppure per pochi minuti

“Mia moglie è andata con le sue amiche per prendere un caffè in compagnia – cosa del tutto normale – ma una delle prime cose che notai quando l’#Alzheimer cominciava a progredire fu che – mentre mia moglie giocava a bridge – un paio di anni fa – e io mi trovavo a casa, ero realmente sconvolto, la ragione principale era che non riuscivo a contattare nessuno. Non so proprio come far funzionare dei piccoli oggetti – nemmeno la televisione, la radio – quel giorno tutto pareva and

L'Alzheimer non è l'unica forma di demenza che mette in crisi i familiari

“Mio marito non è più lo stesso! Non lo riconosco più!...bestemmia che non l’ha mai fatto! Si arrabbia tantissimo con me! E poi continua a mangiare senza sosta! Berrebbe solo vino e non lo ha mai fatto! Dicono che ha la demenza fronto-temporale…” Così la signora Giuliana descrive il marito, affranta, smarrita e sfinita per questa nuova situazione che si trova ad affrontare, dopo anni di felice convivenza con lui. Non si capacita della sua perdita di interesse per quelle attiv

Quando l'anziano affetto da demenza fa cose bizzarre

Un #anziano affetto da #Alzheimer o altra forma di #demenza può fare delle cose strambe e mettere in difficoltà chi se ne prende cura. Ad esempio, staccare dei bottoni, nascondere delle cose, distruggere degli oggetti che sono sempre stati cari per lui, prendere dei rifiuti dal cestino, ecc… Le motivazioni sono tante, dal deficit di memoria a quello di giudizio critico, al fatto che non riconosca più certi strumenti… Per quanto sia difficile per noi che riconosciamo l'insensa

Quando il malato di Alzheimer smette di parlare

Una persona affetta da #Alzheimer nella fase avanzata della malattia può diventare #mutacica, cioè non parla più. Questo esito dipende dai danni cerebrali, ma può essere favorito anche dall’ambiente. Smettere di rispondere alle domande ripetitive di queste persone, anticipare le loro risposte stentate, correggere i loro errori induce gradualmente i malati a rinunciare alla parola, perché non produce effetti sul mondo, non modifica la realtà circostante o perché si sentono ina